MELODRAMMA IN DUE ATTI
POSTO IN MUSICA
DAL MAESTRO VINCENZO BELLINI
NEL NOBIL TEATRO ARGENTINA
ih CARNEVALE DEL 1855.
ROMA 1855.
Presso Giovanni Olivieri Tip. dell' Univ. Romana.
Con approvazione
PERSONAGGI
ATTORI
Il Conte Rodolfo, sig. del Villaggio .Darj Gabriele
Amina, Orfanella raccolta da Teresa,
fidanzata ad Viola V irginia
Elvino, ricco possidente del Villaggio Mongini Pietro
Lisa, Ostessa, amante di Elvino . . . Mollo M arietta
Alessio, Contadino, amante di Lisa . Collini Donato
Un Noterò ........... > . . N. iV.
Cori e Comparse, Contadini e Contadine.
Teresa, Molinara
... Mancini Ermelinda
La Scena è in un villaggio della Svizzera.
atto timo
SCENA i.
Villaggio. In fondo al Teatro si scorge il mulino
di Teresa; un torrente ne fa girare la ruota.
All'alzarsi del sipario odonsi da lungi suoni pastorali
e voci lontane che gridano: Viva A mina ! sono gli
abitanti del villaggio che vengono a festeggiare gli
sponsali di lei»
Esce Lisa dalV Osteria, indi Alessio dai colli.
Lisa 'Sdutto è gioja, tutto è festa...
Sol per me non v' ha contento,
E per colmo di tormento
Son costretta a simular.
O beltade a me funesta,
Che m' involi il mio tesoro,
Mentre io soffro, mentre moro,
Pur ti deggio accarezzar !
Ale. Lisa! Lisa!...
Lisa (per partire) Oh! l'importuno!
Ale. Tu mi fuggi !...
Lisa Fuggo ognuno.
Ale. Ah non sempre, o bricconcella,
Fuggirai da me così.
Per te pure, o Lisa bella.
Giungerà di nozze il dì. (durante il
colloquio di Lisa e di Alessio, i suoni si sono fatti
più vicini, e più forti le acclamazioni)
SCENA II.
Scendono dalle colline Villani e Villanelle, tutti vestiti
da festa, con stromenti villereccie canestri di fiori.
Giungono al piano.
Coro Viva Amina!
die* Viva! (unendosi al Coro)
Lisa (indispettita) (Anch' esso!
Oh dispetto!)
Coro Viva! ancora !
Jle. Qui schiernti... più cT appresso,.»
Lisa (Ah! la rabbia mi divora!)
Coro La canzone preparata
In tuonar dì qui si può.
Lisa (Ogni speme è a me troncata.
La rivale trionfò.)
Canzone.
In Elvezia non v' ha rosa
Fresca e cara al par d' Amina-
E la luce matutina
Tutta bella, tutta amor.
Ma pudica, ma ritrosa,
Quanto è vaga, quanto è bella:
È innocente tortorella,
ÈT emblema del candor.
Te felice e avventurato
Più d' un prence e d1 un sovrano,
Bel garzon, che la sua mano
Sei pur giunta a meritar !
Tal tesoro amor t' ha dato
Di bellezza e di virtude,
Che quant' oro il mondo chiude,
Che niun re potria comprar.
Lisa (Ah! per me sì lieti canti
Destinati un dì credei :
Crudo amor, che sian per lei
Non ho cor di sopportar.)
Àie. (Lisa mia, sì lieti canti (avvicinati dosi a Lisa)
Risuonar potran per noi,
Se pietosa alfin tu vuoi
Dar ascolto al mia pregar).
(ricominciano gli evviva)
SCENA IH.
Amina, Teresa, e Detti*
Ami. Care compagne , e voi,
Teneri amici , che alla gioja mia
7
Tanta parte prendete, oh come dolci
Scendon d' Amina al core
I canti che v' ispira il vostro amore !
Coro Vivi felice ! è questo
II comun voto, o Amina.
Ami. A te diletta,
Tenera madre, che a sì lieto giorno
Me orfanella serbasti, a te favelli
Questo, dal cor più che dal ciglio espresso,
Dolce pianto di gioia, e questo amplesso.
Come per me sereno
Oggi rinacque il dì !
Come il terren fiorì
Più bello o ameno!
Mai di più lieto aspetto
Natura non brillò;
Amor la colorò
Del mio diletto.
Tutti Sempre, o felice A mina,
Sempre per te così
Infiori il cielo i dì
Che ti destina. {Amina abbraccia Teresa,
e prendendole una mano, se V avvicina al core )
Ami. Sovra il sen la man mi posa,
Palpitar, balzar lo senti:
Egli è il cor che i suoi contenti
Non ha forza a sostener.
Tutti Di tua sorte avventurosa
Teco esulta il cor materno:
Non potea favor superno
Riserbarlo a ugual piacer.
Ale. Io più di tutti, o Amina,
Teco mi allegro. Io preparai la festa,
lo feci le canzoni; io radunai
De' vicini villaggi i suonatori.
Ami. E grata a' tuoi favori,
Buon Alessio, son io. Fra poco io spero
Ricambiarteli tutti, allor che sposo
Tu di Lisa sarai, se, come è voce,
Essa a farti felice ha il cor disposto.
Ale. La senti, o Lisa?
8
Lisa Non sarà sì tosta.
Ale. Sei pur crudele !
Ter* E perchè mai?
Schiva son io d' amori ;
Mia libertà mi piace.
Ami. Ah ! tu non sai'
Quanta felicità riposta sia
In un tenero amor.
Lisa Sovente amore'
Ha soave principio e fine amaro.
Ter. (Vedi V ipocrisia!)
Coro Viene il notaro.
SCENA IV.
// Notaro e detti.
Ami. Il Notaro? Ed Elvino
Non è presente ancor?
Wot. Di pochi passi
Io lo precedo, o Amina : in capo al bosW
10 lo mirai da lungi.
Coro Eccolo.
Ami. Caro Elvino! Alfin tu giungi !
SCENA V.
Elvino, e Betti.
Elv. Perdona, o mia diletta,
11 breve indugio. In questo dì solenne
Ad implorar ne andai sui nostri nodi
11 superno favor: prostrato al marmo
Dell' estinta mia madre, oh benedici
La mia sposa! le dissi. Ella possiede
Tutte le tue virtudì : ella felice
Renda il tuo figlio qual rendesti il padre.
Io lo spero, ben mio, m' udì la madre.
Ami. Oh! fausto augurio !
Tutti E vano
Esso non fia.
Elv. Siate voi tutti, o amici,
Al contratto presenti.
(// Notaro si dispone a stendere il Contratto)
9
Hot. Elvin, che rechi
Alla tua sposa in dono ?
Eh. I miei poderi.
La mia casa, il mio nome,
Ogni bene di cui son possessore.
Not. E Amiua ?...
Ami. 11 cor soltanto,.
Eh. Ah! tutto è il core j
(mentre la madre sottoscrive , e con essa i testi"
monj Elvino presenta V anello ad Amina)
Prendi : V anel ti dono
Che un dì recava all' ara
L' alma beata e cara
Che arride al nostro amor.
Sacro ti sia tal dono
Come fu sacro a lei ;
Sia de' tuoi voti e miei
Fido custode ognor.
Tutti Scritti nel ciel già sono,
Come nel vostro coi*.
Eh . Sposi or noi siamo.
Ami. Sposi!,..
O tenera parola !
Eh. Cara! nel sen ti posi
Questa gentil viola. (le dà un mazzetto)
Ami. Puro, innocente fiore! (lo bacia)
Eh. Ei mi rammenti a te.
Ami. Ah! non ne ha d' uopo il core.
Eh. Ah sì, mio tutto egli è.
a 2
Dal dì che i nostri cori
S' avvici naro oh ! Dio
Con te rimase il mio,
11 tuo restò con me.
Ami. Ah! vorrei trovar parole
A spiegar com' io t' adoro !
Ma la voce, o mio tesoro,
Non risponde a) mio pensier.
Eh. Tutto ah ! tutto in questo istante
Parla a me del fuoco ond' ardi :
Io lo leggo ne' tuoi sguardi,
Nel tuo riso lusinghier !
*
10
L' alma mia nel tuo sembiante
Vede appien la sua scolpita,
E a lei vola, è in lei rapita
Di dolcezza e di piacer!
Tutti Ah! così negli occhi vostri
Core a core ognor si mostri *
Legga ognor qual legge adesso
L' un nell? altro un sol pensier.
Lisa (Il dispetto in sen represso
Più non valgo a trattener.)
Elv* Domani, appena aggiorni,
Ci recheremo al tempio, e il nostro imene
Sarà compiuto da solenne rito.
» A genial convito
» Tutti quanti io vi attendo, e a lieta danza
» Nel mio vicin podere. (ode si suon di sferza
Qual rumore ! e calpestio di cavalli)
Tutti (accorrendo) Cavalli !
Ami. Un forestiere.
SCENA VI.
Rodolfo, e due Postiglioni.
Rod. Come noioso e lungo (da lontano)
Il cammin mi sembrò1- Distanti ancora
Dal castello siarn noi ì (avanzandosi)
Lisa Tre miglia, e giunti
Non vi sarete fuor che a notte oscura,
Tanto alpestre è la via. Fino a domani
Qui posar vi consiglio,
Rod, E Io desio.
Avvi albergo al villaggio ?
Lisa Eccovi il mio.
Rod. Quello? (esaminando /' osteria)
Tutti Quello,
Rod. Ah! lo conosco.
Lisa Voi, signor?
Tutti (Costui chi fia?)
Rod. Il mulino!... il foute... il bosco!...
E vicin la fattoria !...
Vi ravviso, o luoghi ameni,
In cui lieti, in cui sereni
11
Sì tranquillo i dì passai
Della prima gioventù !
Cari luoghi, io vi trovai,
Ma quei dì non trovo piùi
Tutti (Del villaggio è conscio assai:
Quando *$siai — costui vi fu ?)
Mod. Ma ira voi, se non ni' inganno,
Oggi iia JuQgo alcuna festa.
Tutti Fauste nozze qui si fanno.
Mod. E la sposa? è quella^? (accennando Msa)
Tutti {additando Jmina) E questa.
Mod. È gentil leggiadra molto.
Ch' io ti miri. — Oh il vago voltò!
Tu non sai con quei begli occhi
Come dolce il cor mi tocchi,
Quai richiami ai pensier miei
Adorabili beltà.
Eran desse<qual tu sei,
Sul mattino dell' età.
iLisa (Ella sola è vagheggiata! )
tifo. (Da quei detti è lusingata !)
Coro (Son cortesi, son galanti
fili abitanti - di città.)
Elv. Contezza del paese
Avete voi, signor? Teste mostraste
Di questi luoghi ravvisar V aspetto.
Mod. Vi fui da giovinetto
Col signor del castello.
Ter. a Ohi il buon signore:!
È morto or son guattr' anni !
Mod. E ne ho dolore.
Egli mi amò qual figlio...
Ter. Ed un figlio egli avea; ma dal castello
Sparve iì giovane un dì, nè più novella
ET ebbe V afflitto padre.
Mod. A suoi congiunti
Nuova io ne reco, e certa. Ei vive.
Lisa E quando
Alla terra natia farà ritorno?
Coro Ciascun lo brama.
Mod. Lo vedrete un giorno.
(odesi il suono delle cornamuse che riducono gli
armenti all' ovile)
12
Ter. Ma il sol tramonta ; e (T uopo
Prepararsi a partir.
Coro Partir!...
Ter. Sapete
Che V ora si avvicina in cui si mostra
Il tremendo fantasma. x
Coro E vero, è vero!
Rod. Qual fantasma? ,
Tutti E un mistero...
Un oggetto (T orror !
Rod. Follie!
Coro Che dite?
Se sapeste, signor...
Rod. Narrate.
Coro Udite.
A fosco cielo, a notte bruna,
A fioco raggio d' incerta luna,
Col cupo suono di tuon lontano
Dal colle al piano - un7 ombra appar,
In bianco avvolta - lenzuol cadente,
Col crin disciolto, con occhio ardente,
Qual densa nebbia dal vento mossa,
Avanza, ingrossa - immensa par !
Mod. Ve la dipinge, ve la figura
La vostra cieca credulità.
Tutti Ah! non è fola, non è paura :
Ciascun la vide: è verità.
Coro Dovunque inoltra a passo lento
Silenzio regna che fa spavento;
Non spira fiato, non move stelo;
Quasi per gelo - il rio si sta.
I cani stessi accovacciati:
Abbassan gli occhi, non han latrati.
Sol tratto, tratto da valle fonda
La stringe immonda - urlando va.
ftod. S' io qui restassi, o tosto, o tardi.
Vorrei vederla, scoprir che fa.
Tutti Dal ricercarla il ciel vi guardi!
Saria soverchia temerità.
Mod. Basta così. Ciascuno
Si attenga al suo parer. Verrà stagione
Che di siffatte larve
Fia purgato il villaggio.
13
Ter. Il ciel lo vaglia!
Questo, o signore, è universal desio.
Rod. Ma del viaggio mio
Riposarmi vorrei, se mei concede
La mia bella e cortese albergatrice*
Tutti Buon riposo, signor.
Coro # Notte felice.
Rod. Addio, gentil fanciulla ; (ad Amina)
Fino a domani, addio... T'ami il tuo sposo
Come amarli io saprei.
Elv* (con dispetto) Nessun mi vince
In professarle amore...
Rod. Felice te se ne possiedi il core! (parte con Lisa
il Coro si disperde)
SGENA VII.
Elvino ed Amina.
Ami. Elvino!... E me tu lasci
Senza un tenero addio ?
Elv. Dallo straniero
Ben tenero P avesti.
Ami. E ver: cortese,
Grazioso ei parlò. Da quel sembiante
Ottimo cor traspare...^
Elv. E cor d' amante
Ami. Parli tu il vero, o scherzi ?
Qual sorge dubbio in te ?
Elv. T infingi invano^
Ei ti stringea la mano.
Ei ti facea carezze...
Ami. Ebben!....
Elv. Discare
Non ti eran esse, é ad ogni sua parola
S' incontravano i tuoi negli occhi suoi,
Gioia ne avevi.
Ami. Ingrato! e dir mei puoi?
Occhi non ho nè core
Fuor che per te. Non ti giurai mia fede?
Non ho P anello tuo?
Elv. Sì.
\4
Ami. Non t'adoro?
11 mio ben non sei tu ?
Eh'. Sì... ma...
Ami. Pa^^lrgui...
Saresti tu geloso?...
Elv. Ah! si, Io sono...
Ami. Di chi?
Elv. Di tuttk
Ami. Ingiusto cor!
Elvi Perdono!
5* Son geloso del zefiro amante
» Che ti scherza nel crine, nel velo;
» Fin del Sol che ti mira dal cielo,
» Fin del rivo che specchio ti fa.
Ami. » Son, mio bene, del zefiro amante,
» Perchè ad esso il tuo nome confido,
j> Amo il Sol, perchè teco il divido,
» Amo il rio, pere tè V onda ti dà.
Elv. » Ah! perdona all' amore il sospetto !
Ami. » Ah! per sempre sgombrarlo dei tu.
Elv. » Sì, per sempre.
Ami. v li prometti?
Eh. 9 II prometto.
a 2 Mai più dubbj ! timori mai più.
» Ah costante nel tuo, nel mio seno
» Sia la fede che amore avvalora !
» E sembiante a mattino sereno
» Per noi sempre la vita sarà;
» Addio car° !
a
Elv. » A me pensa.
Ami. » E tu ancora-
a 2
» Pur neFsonno il mio cor ti vedrà.
(partono)
SCENA Vili.
Stanza ne ir osteria. Di fronte una finestra. Da un lato
porta d} ingresso: dall' altro un gabinetto . Avvi un
sofà e un tavolino.
Rodolfo, indi Lisa.
Mod. Davver, non mi dispiace
D' essermi qui fermato: il luogo è ameno.
15
L' aria eccellente, gli uomini cortesi,
Amabili le donne oltre ogni cosa,
Quella giovine sposa
È assai leggiadra... E quella cara ostessa ?
È un po' ritrosa, ma mi piace anch' essa.
Eccola: avanti, avanti,
Mia bella albergatrice.
Lisa Ad informarmi
Veniva io stessa se 1' appartamento
Va a genio al signor Conte.
Rod. Al signor Conte!
(Diami n! son conosciuto!)
Lisa Perdonate,
Ma il Sindaco lo accerta, e a farvi festa
Tutto il villaggio aduna.
lo ringrazio fortuna
Che a me prima di tutti ha conceduto
11 favor di offerirvi il mio rispetto.
Rod. Nelle belle mi piace un altro afletto.
E tu sei bella, o Lisa,
Bella davvero...
Lisa Oh il signor Conte scherza.
Rod. No, non ischerzo. Questi furbi occhietti,
Questo boccimi ridente,
Quanti cori ha sorpresi ed ammaliati ?
Lisa Non conosco finora innamorali.
Rod. Tu menti, o bricconcella,
Io ne conosco...
Lisa (avvicinandosi) Ed è!...
Rod. Se quel foss'io,
Che diresti, o carina?...
Lisa Io che direi?
Rod. Si; che diresti tu?
Lisa Noi crederei.
In me non è beltà degna di tanto..*
Un merito ho soltanto:
Quello di un cor sincero.
Rod. E questo è molto,
Ma qual romore ascolto ? (odesi strepito dalla
finest ra)
Lisa (Mal venga all' importuno!)
Rod. Donde provien ? (sì spalanca la finestra)
Lisa Che non mi vegga alcuno.
{fugge nel gabinetto, e nella fretta perde U faz-
zoletto; Rodolfo lo raccoglie, e lo getta sul sofà,)
SCENA IX.
Comparisce A mina: è coperta di una semplice veste
bianca; e si vede alla finestra V estremità della scala
per cui è salita. Ella dorme; è sonnambola: e sy av-
vanza lentamente in mezzo alla stanza.
Rod. Che veggio? Saria questo
Il notturno fantasma ! - Ah! non mf inganno.
Quest' è la villanella
Che dianzi agi' occhi miei parve sì bella*
Ami. Elvino... Elvino!...
Rod. Dorme.
Ami. Non rispondi ? ^
Rod. E sonnamboia.
Ami. (con sorriso scherzoso) Geloso
Saresti ancor dello straniero?..» ah parla!...
Sei tu geloso ancor?
Rod. Degg' io destarla ?
Ami. Ingrato a me t' appressa... (con pena)
Amo te solo il sai.
Rod. Destisi.
Ami. (tenera) Prendi...
La man ti stendo... un bacio imprimi in essa,
Pegno di pace.
Rod. Ah! non si desti... Alcuno
A turbarmi non venga in tal momento.
(va a chiudere la finestra)
Lisa Amina ! (dal gabinetto) O traditrice (parte non
veduta)
Rod. Oh ciel!... che tento ?
(per correre ad Amina. Breve silenzio* Amina
sogna il momento della cerimonia)
Ami, Oh! come lieto è il popolo
Che al tempio ne fa scorta!
fi
fiod. In sogno ancor queir anima
E nel suo bene assorta.
Ami. Ardon le sacre tede.
fiod. Essa all' aitar si crede.
.Ami. Oh madre mia, m' aita;
Non mi sostiene il piò !
Rad. No, non sarai tradita,
Alma gentil, da me. (Amina alza la
destra come se fosse alV altare
Ami. Cielo, al mio sposo io giuro
Eterna fede e amore !
Rod. Giglio innocente e puro,
Conserva il tuo candore !
Ami. Elvino!... Alfin sei mio.
Rod. Fuggasi.
Ami. Tua son io.
Abbracciami, r Oh contento
Che non si può spiegar !
Rod. Ah se più resto, io sento
La mia virtù mancar.
(va -per uscire dalla portai ode rumore di genie,
-parte per la finestra donde è venuta Amina, eia
chiude. Ella , sempre dormendo , si corica sul
sofà.)
SCÈNA X.
Conladini, Sindaci e Alessio.
Coro (di dentro).
Cfeservate: V uscio è aperto.
Senza strepito inoltriamo: (fuori)
Tutto tace: ei dorme certo.
Lo destiamo, o noi destiarn o?
Perchè no? ci vuol coraggio:
Presentarsi, o uscir di qua.
Dell' ossequio del villaggio
Malcontento ei non sarà. (si avvicinano)
Avanziam - Ve' ve7: mirate,
18
A dormir colà si è messo.
Appressiamoci. - Ah... fermate: (si accorgo-
no di Amino,) e tornano indietio)
Non è desso, non è desso.
Al vestito, alla figura,
. E una donna.., donna, sì.
E bizzarra V avventura. (reprimendo le risa)
Come entrò? che mai fa qui ?
SCENA XI.
Teresa, Elvlno, Lisa, e delti.
Eh. È menzogna. (da lontano)
Coro Alcun s'appressa.
Li*à Mira, e credi agli occhi tuoi, (addita Amina)
Eh. Cielo ! Amina I
Coro Amina! dessa! (A mina si sve-
glia al romore)
Ami. Dove son? ahi siete voi?
Ah! mio bene !
Eh. Traditrice!
Ami. Io!...
Eh. Ti scosta.
Ami. Oh! me infelice!
Che mai feci?
Eh. E ancor lo chiedi?...
Coro Dove sei tu ben lo vedi.
Ami. Qui!... perchè?... chi mi vi ha spinta?...
Eh. II tuo core ingannator.
Ami. Madre ! oh! madre! (corre nelle braccia di sua
madre: questa si copre il volto colle mani)
Coro Ahsei convinta!...
Elv. Va spergiura!...
Ami. O mio dolor !
Tutti
Ami. D'un pensiero, d1 un accento
Rea non son, nè il fui giammai.
Ah! se fede in me non hai,
Mal rispondi a tanto amor.
19
Voglia il ciel che il duol ch'io sento
Tu provar non debba mai!
Ah ! ti dica s*io t' amai
Questo pianto del mio cor.
Il tuo nero tradimento
E palese e chiaro assai.
Deh! l'udite un sol momento j-
Il rigore eccede ornai.
Coro e Alessio.
In qual cor fidar più mai ,
Se quel cor fu mentitor?
(In questo frattempo Teresa ha raccolto sul sofà
il fazzoletto di Lisa, e lo ha posto al collo di Amina)
Efc. Non più nozze ; al nuovo amante ,
Sconoscente, io t' abbandono.
Tutti Non più nozze !
Oh crudo istante l
Deh!... m'udite... io rea non sono.
Elv* Togli a me la tua presenza :
La tua voce orror mi fa.
Ami* Nume amico all'innocenza,
Svela tu la verità.
Tutti
Ami.y Eh. Non è questa, ingrato core,
Non è questa la mercede,
Ch' io sperai per tanto amore,
Che aspettai per tanta fede...
Ah ! m' hai tolta in un momenti
Ogni speme di contento...
Ah ! penosa rimembranza
Sol di te mi resterà.
Lisa, Alessio e Coro
Non più nozze; non più imene :
Sprezzo, infamia a lei conviene.
Di noi tutti allT odio eterno,
Al rossor la rea vivrà.
Élv.
Coro
Ter.
20
tèr. Ali ! se alcun non ti sostiene,
Se favor nessun t' ottiene,
Sventurata, il sen materno
Chiuso a te non resterà.
(lutti escono minacciando Amina : ella
cdde fra le braccia di Teresa. Cala il sipario » )
fine dèli/ atto primo.
ATTO SfaGOIIll©
SCENA I.
Boscaglia.
Coro di Contadini
^ui la selva è più folta ed ombrosa
Qui posiamo, vicini al ruscello.
Lunga ancora, scoscesa, sassosa
È la via che conduce al castello.
Sempre tempo per giungere avremo
Pria che sorga dal letto il signor.
Riflettiam. - Quando giunti saremo,
Che direm per toccare il suo cuor ?
Eccellenza!... direm con coraggio...
Signor Conte... la povera Amina^
Era dianzi V onor del villaggio,
Il desìo d'ogni villa vicina...
In un tratto è trovata dormente
Nella stanza che voi ricetto...
Difendetela s' ella è innocente,
Ajutatela, s'ella fallò.
A tai detti, a siffatti argomenti...
Ei si mostra commosso, convinto;
Noi preghiamo, insisliam riverenti...
Ei ci affida, ei promette, abbiam vinto...
Consolati al villaggio torniamo :
In due passi, in due salti siam qua.
Alla prova!... Da bravi! partiamo...
La meschina protetta sarà. (partono.)
SCENA li.
A mina e Teresa.
Jmf. Regginii, o buona madre; a mio sostegno
Sola rimani tu.
22
Ter,. Fa core. TI conte
Dalle lagrime tue sarà commosso.
Andiamo*
Ami. Ah ! no... non posso :
Il cor mi manca e il piè. - Vedi? - Siam noi
Presso il poder d" Elvino. - Oh! quante volte
Sedemmo insiem di questi fag^i all' ombra,
Al mormorar del rio! - L' aura che spira
De' giuramenti nostri auco risuona...
Gli obliò quel crudele! ei tri' abbandona !
Ter. Esser non puote, il credi,
Ch'ei più non t'ami. Afflitto è forse ancii *ess$,
Afflitto al par di te... Miralo : ei viene
Solitario e pensoso...
Ami. A lui mi ascondi... rimaner non oso.
SGENA HI.
Elvino e Dette in disparte*
Elv. Tutto è sciolto. Oh dì funesto l
Più per me non v' ha conforto.
11 mio cor per sempre è morto
Alla gioia ed all'amor.
Ami. Vedi, o madre... è afflitto è mesto...
Forse, ah! forse ei m'ama ancor. (Aminasi
avvicina. Egli si scuote, la vede^
e amaramente le dice )
Elv. Pasci il guardo, e appaga l'alma
Dell' eccesso de' miei mali :
Il più triste de' mortali
Sono, o cruda, e il son per te.
Ami. M' odi, Elvino... Elvin, ti calma.*.
Colpa alcuua in me non è.
Foci lontane»
Viva il Conte !
Elv. Il Conte ! (per uscire)
Ami.y Ter. Ah! resta.
Eh. No; si fugga.
23
SCENA IV.
Coro e detti.
Coro Buone nuove !
Dice il Conte eh' ella è onesta,
Ch' è innocente ; e a noi già move,
Elv. Egli ! oh rabbia !
Tutti Ah ! placa V ira...
Elv. L1 ira mia più fren non ha. (le toglie l'anello)
Ami. 11 mio anello !... oh ! madre !...
(si abbandona fra le braccia di Teresa)
Ter., Coro (ad Mvino) Mira !...
A tal colpo morirà. (breve silenzio. Elvino
si appressa ad Amina vivamente commosso)
Elv* Ah , perchè non posso odiarti,
Infedel, coni' io vorrei !
Ah ! del tutto ancor non sei
Cancellata dal mio cor.
Possa un' altro, ah ! possa amarti
Qual t' amò quest' infelice !
Altro voto, o traditrice,
Non temer dal mio dolor.
Teresa e Coro
Ah ! crudel, pria di lasciarla,
Vedi il Conte, al Conte parla.
Ei di rendere è capace
A te pace - e a lei l'onor.
(Elvino parte disperato. Teresa tragge seco A mina da
un' altra parte)
SCENA V.
Villaggio come nel? atto primo.
Lisa seguitata da Alessio
lisa Lasciami : aver compreso
Assai dovresti che mi sei noioso.
Ale. Non isperar che sposo
Elvin ti sia : dell' onestà d' Amina
Sarà convinto in breve, e allora...
21
lisa E allora
Tu mi sarai più ri ricresci oso ancora.
Ale. Deh! Lisa, per pietà... cambia consiglio,
Non mi trattar così. Che far cT un uomo
Che ti sposa soltanto per dispetto ?
Jjisa Mi è più caro d' uno sciocco, io te V ho detto.
Ale. No^ non lo sposerai: porrò sossopra
Tutto il villaggio: invocherò del Conte
L' autorità, pria eh' io sopporti in pace
P' esser da te schernito in questa guisa.
Foci di dentro.
Lisa è la sposa...
a 2 Che?...
Foci di dentro La sposa è Lisa.
SCENA VI.
Contadini, Contadine e Detti. Poi Elvino,
Coro
A rallegrarci con te veniamo.
Di tua fortuna ci consoliamo:
A te fra poco - d' Amina in loco,
La man di sposo Elvin darà.
l*i sa De' lieti augurj a voi son grata,
Con gioia io veggo che sono amata ;
E la memoria del vostro amore
Giammai dal core - non m' uscirà.
Ale. (Qual uom da tuono - colpito io sono ;
Parole il labbro trovar non sa.)
Coro La bella scelta a tutti è cara:
Ciascun ti loda, t' esalta a gara :
A farti festa - ciascun s' appresta,
Ognun ti prega prosperità.
lisa E fia pur vero, Elvino,
Che alfin dell' amor tuo degna mi credi ?
]2lt>. Sì, Lisa. Si rinnovi
Il bel nodo di pria : V averlo sciolto
Perdona a un cor sedotto
Da mentita virtù.
lisa Perdono tutto.
Ora che a me ritorni
2b
Più non penso ai passato: altro non veggo
Che il ridente avvenir che alfin mi aspetta.
Eh. Vieni: tu, mia diletta,
Mia compagna sarai. La sacra pompa1
Già nel tempio si appresta.
Non si ritardi.
Tutti Andiatn.
SCENA VII.
Rodolfo e Ùetti.
lì od. Elvin t'arresta.
Lisa (Il Conte!)
Ale. (A tempo giunge.)
Rod. Ove i affretti ?
Eh. Al tempio.
Rod. Odimi prima.
Degna d' amor, di stima
E Amina ancor; io della sua virtude,
Come dei pregi suoi,
Mallevador esser ti voglio.
Eh. ^ Voi! m
Signor Conte agli occhi miei,
Negar fede non poss' io.
Rod. Ingannato, illuso sei*
Io ne impegno V onor mio.
Eh. Nella stanza a voi serbata
Non la vidi addormentata?
Rod. La vedesti, Amina eli* era...
Ma svegliata non vi entrò.
Tutti Come dunque? in qual maniera?
Rod. Tutti udite.
Coro Udiamo un pof
Rod. V han certuni che dormendo
Vanno intorno come desti,
Favellando, rispondendo
Come vengono richiesti
E chiamati son sonnamboli
Dall' andare e dal dormir.
E fìa vero? - E fia possibile?
Un par mio non può mentir.
No non fia: di tai pretesti
La cagione appien si vede.
Sciagurato I e tu potresti
Dubitar della mia fede?
Vieni, Lisa. (senza badare a Rodolfo)
Andiamo.
Andiamo.
A tai fole non crediamo.
Un che dorme e che camminai
No, non è, non si può dar.
SCENA Vili.
Teresa e Detti.
Piano, amici; non gridate*
Dorme alfin la stanca Amina:
Ne ha bisogno, poverina,
Dopo tanto lacrimar.
Sì, tacciamo - noi dobbiamo
I suoi sonni rispettar. (per uscire)
Lisa !... Elvino!... che vegg' io?
Dove andate in questa guisa?
A sposarci.
Oh! fato rio!
E la sposa... è Lisa?
È Lisa?
E lo merto: io non fui cólta
Sola mai... di notte in volta;
Ne trovata io fui rinchiusa
Nella stanza di un signor.
Menzognera! a questa accusa
Più non freno il mio furor!
Questo vel fu rinvenuto
Nella stanza del signore.
Di chi è mai? chi P ha perduto?
Ve lo dica il suo rossore, (accennando Lisa)
27
Lisa! (Eh. latria la mano di Lisa mor-
Lisa. Il signor Conte tificato)
Mi smentisca se lo può.
(Io non oso alzar la fronte!)
(Che pensar, che dir non so.)
Tutti
(Lisa! mendace anch' essa!
Rea delP istesso errore!
Spento è nel mondo amore,
Più fè, più onor non v\ha!)
(Cielo! a tal colpo oppressa,
Voce non trovo, e tremo.
Quanto al mio scorno estremo
La mia rivai godrà!)
Ter*, Rod, (In quella fronte impressa
Chiara è la colpa e certa.
Soffra: pietà non merta
Chi altrui negò pietà.)
Jtle.y Coro (E la modestia istessa
Ella sembrò in persona!
Merta una tal corona
Pianga, che ben le sta.)
Eh. Signor! ... che creder deggio?
Anch' ella mi tradì !
Rod. Quel eh' io ne pensi
Manifestar non vo\ Sol ti ripeto.
Sol ti sostengo, che innocente è Amina,
Che la stessa virtude offendi in essa.
Elv: Chi fia che il provi?
Rod. Chi? - mira: ella stessa*.
SCENA ULTIMA,
Tutti
Ter.
Lisa
Tulli
Elv.
Lisa
Vedesi A mina uscire da una finestra del mulino : ella
passeggia, dormendo , suW orlo del tetto: sotto di lei
la ruota del mulino, che gira velocemente, minac-
28
eia di frangerla se pone il piede in fallo. Tutti s$
volgono a lei spaventati. Elvino è trattenuto da
Rodolfo.
Tutti Ah! (con un grido)
Rod. Silènzio un sol passo,
Un sol grido V uccide.
Ter. Oh figlia!
Elv. Oh Amina!
Coro Scende... Bontà divina,
Guida T errante pie ! (Amina giunge presso alta
ruota camminando sopra una trave mezzo fraci-
da che piega sotto di lei)
Trema... vacilla... ahimè!...
Coraggio... è salva!...
Tutti È salva
Ter. Oh figlia!..
Elv. Oh A mina!
(A mina si avanza in mezzo al teatro)
A mi è Oh! se una volta sola
.Rivederlo io potessi, anzi che air ara
Altra sposa ei guidasse!...
Rod. (ad Elvino) Odi?...
Ter. A te pensa,
Parla di te.
Ami. Vana speranza!... Io sento
Squillarci bronzi... al tempio ei move...
!o T ho perduto... e pur... rea non son io.
Tutti Tenero cor!
Ami. Oh! Dio! (inginocchiandosi)
Non mirar il mio pianto: io gliel perdono.
Quanto infelice io sono
Felice io sia... Questa d' oppresso core
E r ultima preghiera...
TutU Oh detti! oh amore!
Ami. Si guarda la mano come cercando di Elvino)
L' anello mio... Y anello...
Ei me P ha tolto... ma non può rapirmi
L' immagin sua... Sculta ella è qui... nel petto
Ne te Òl eterno affetto (si toglie dal seno i fiori
ricevuti da Elvino)
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Tenero pegno, o fior... nè te perdei...
Ti bacio ancor... ma... inaridito sei.
Ah non credea mirarti
Sì presto estinto, o fiore;
Passasti al par d' amore
Che un giorno sol durò, (piange sui fiori)
Potria novel vigore
Il pianto mio donarti...
Ma ravvivar V amore
Il pianto mio non può.
Elv. Io più non reggo.
Ami. E s'egli
A me tornasse1 Ohi torna, Elvin.
liod. (ad Eh.) Seconda
11 suo pensier.
Ami. A me t' appressi? Oh! gioia l
U anello mio mi rechi ?
Bod. (ad Eh.) A lei lo rendi.
Elv. (le rimette /' anello)
Ami. Ancor son tua: tu mio tuttor... Mi abbraccia.
Tenera madre... io son felice appieno!
Rod. De' suoi diletti in seno
Ella si svegli. (Teresa i* abbraccia. Elvino si
prostra a' suoi piedi e la sostiene)
Coro Viva Amina (ad alta voce)
Ami. (svegliandosi) Oh! cielo!
Dove son io?... che veggo?... Ah! per pietade,
Non mi svegliate voi! (si eopre il volto colle mani)
Ter. No: tu non dormi...
Elv. Il tuo amante, il tuo sposo è a te vicino.
(Amina alla voce di Elvino si scopile gli occhi, lo
guarda , lo conosce, indi si getta fra le sue braccia)
Ami. Oh gioia! oh gioia!... Io ti ritrovo, Elvino!
Tutti Innocente, e a noi più cara,
Bella più del tuo soffrir.
Vieni al tempio, e a pie deir ara
Incominci il tuo gioir.
Ami» Ah! non giunge uman pensiero
Al contento ond' io son piena;
A' miei sensi io credo appena,
Tu m' affida, o mio tesor,
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Ah! mi abbraccia, e sempre insieme,
Sempre uniti in una speme,
DelJa terra in cui viviamo
Ci formiamo - un ciel d' amor.
Tutti Innocente, e a noi più cara,
Bella più del tuo soffrir.
Vieni al tempio, e a piè dell' ara
Incominci il tuo gioir.
FINE.
Se ne permette la rappresentazione
Per V Emo Vicario - Àntonio Ruggieri Revisore
Se ne permette la rappresentazione
C. Doria Revisore Politico
Se ne permette la rappresentazione
Per la Deputazione dei pubblici Spettacoli
C, Cardelli